EPICONDILITE

L'epicondilite è denominata anche gomito del tennista è una di quelle patologie che condizionano il normale svolgimento dell'attività fisica.

Si tratta di tendiniti inserzionali dei muscoli estensori del polso a livello dell'epicondilo laterale dell'omero.

Il tendine che è maggiormente interessato da fenomeni flogistici e degenerativi è quello del muscolo estensore radiale breve del carpo che, oltre ad inserirsi sull'epicondilo laterale, ha rapporti anche con il legamento collaterale esterno del gomito e con il legamento anulare del capitello radiale. Nei casi più gravi vengono interessati anche l'estensore comune delle dita, il brachioradiale e l'estensore radiale lungo del carpo.

TRATTAMENTO: 

Il trattamento si deve avvalere di una corretta diagnosi in modo da evidenziare con la massima precisione i tessuti coinvolti e il loro eventuale grado di degenerazione. Per questo un'ecografia o una radiografia, nel caso di sintomatologie croniche, può essere di grande aiuto. Una volta stabilitane l'entità si comincerà il trattamento specifico che può essere suddiviso in due fasi:

1° fase:

In questa fase, specialmente se acuta, è consigliabile l'utilizzo della crioterapia, applicando il ghiaccio più volte al giorno per pochi minuti; nelle fasi croniche, per favorire l'irrorazione dei tessuti, e preferibile l'ultrasuonoterapia. A questo punto verra valutata è conveniente valutare la biomeccanica di polso, gomito e spalla e la sospensione dell'attivita sportiva e di qualsiasi gesto potenzialmente lesivo. Per la risoluzione della fase acuta sono necessari alcuni giorni, solo in situazioni più gravi il periodo sale ad un paio di settimane.

2° fase:

Si passa quindi alla fase che prevede l'esecuzione di dolci esercizi di stretching , successivamente vengono inseriti i primi esercizi di rinforzo attivo iniziando dai compartimenti muscolari meno interessati dalla patologia, per poi proseguire con i gruppi muscolari ipertrofici, l'obbiettivo di tali esercizi non è quello del rinforzo muscolare quanto la rieducazione neuromuscolare.

3° fase:

In questa ultima fase si continuano gli esercizi di rafforzamento muscolare per migliorare il tono-trofismo dei tessuti molli e si continua con lo stretching. A questo punto si passa ad esercitazioni dinamiche ,e se non subentrano situazioni algiche, si  inserisce nuovamente il gesto sportivo specifico.

La ripresa dell'attività sportiva sarà graduale.